19/09/2026
GRIDARE AGLI ANNI LUCE

90 minuti

Regia: Andrea Damato
Lingua: Italiano con sott. ing.

Trama: Esiste una distanza incolmabile tra la terra e l'asteroide 121019 Minodamato, che porta il nome di un uomo straordinario. Partendo da questo vuoto siderale, “gridare agli anni luce” ripercorre le molte vite del giornalista Mino Damato attraverso lo sguardo del nipote, che ne esplora l'eredità umana e professionale: dall’impegno come inviato nei più devastanti conflitti del Novecento alla popolarità televisiva, fino alla missione nella Romania post- Ceaușescu, dove la scoperta della tragedia degli orfani sieropositivi cambiò per sempre il suo destino. “gridare agli anni luce” ricostruisce la figura di Damato attraverso un intreccio di archivi e testimonianze, mosaico di memorie storiche, collettive e familiari. Non si tratta di una biografia convenzionale, ma di un’indagine che interroga lo spazio tra l'uomo pubblico e il suo legame profondo con il cosmo, inteso come orizzonte ultimo di libertà.

CONCORSO ITALIANO LUNGOMETRAGGI
19/09/2026
MONTE CALVARIO

55 minuti

Regia: Daniele Stocchi
Lingua: Italiano con sott. ing.

Trama: Tra le vette delle Ande, il villaggio di Capitan Pastene (cile) celebra le proprie radici italiane attraverso una festa che si muove in bilico tra memoria e messa in scena. Ogni anno, la piazza si anima di decorazioni e colori per rievocare lo sbarco dei coloni italiani arrivati a inizio Novecento: sui carri, accanto al tricolore italiano, sventolano le bandiere cilena e Mapuche. Dietro questa narrazione ufficiale di integrazione e convivialità, tuttavia, emergono crepe profonde. La convivenza tra la comunità italiana, quella cilena e il popolo indigeno Mapuche è segnata da tensioni antiche, aggravate da un sistema economico locale che vede nell’espansione incontrollata delle piantagioni di eucalipto una minaccia all’equilibrio del territorio e alla sopravvivenza delle risorse locali. “monte Calvario” indaga la complessità di questa fragile convivenza, in un Paese ancora alla ricerca della propria identità tra radici indigene rinnegate e retaggi occidentali. In un luogo ai confini del mondo, la narrazione segue il difficile tentativo di dialogo tra le parti, ponendo al centro l'urgenza di comprendere le ferite di un territorio che cerca, tra tante contraddizioni, una strada comune verso la pace.

CONCORSO ITALIANO LUNGOMETRAGGI
19/09/2026
SULLE ALI DELL'AMICIZIA

64 minuti

Regia: Andrea Andolina
Lingua: Italiano con sott. ing.

Trama: L’anno scolastico 2005-2006 segna per Michele, studente al liceo scientifico di Forte dei Marmi, l’inizio di un legame speciale. Nonostante la disabilità che lo accompagna dalla nascita e il timore di rimanere escluso, Michele stringe infatti con i compagni di classe un’amicizia che supera ogni convenzione, trasformando l'inclusione in una pratica spontanea e irriverente. a distanza di vent'anni, quel gruppo è ancora unito da una sfida ambiziosa: aiutare Michele a conquistare la vetta del Monte Forato, nelle Alpi Apuane, il suo sogno più grande. “sulle ali dell’amicizia” è il diario di questa impresa. Attraverso un montaggio che intreccia anni di filmati d'archivio girati spontaneamente dal gruppo durante le loro escursioni con riprese inedite, il film documentario restituisce la forza di un viaggio che trascende la sfida sportiva. è il racconto intimo di come un legame autentico possa farsi motore collettivo, capace di trasformare un sogno apparentemente impossibile in una conquista condivisa.

CONCORSO ITALIANO LUNGOMETRAGGI
20/09/2026
C'ERA UNA STATUA DI LENIN - RITRATTO SCOMPOSTO DELLA MOLDAVIA

52 minuti

Regia: Vincenzo Campisi
Lingua: Italiano con sott. ing.

Trama: Partita per esplorare la Moldavia, una troupe italiana si trova immersa in un mondo sospeso, in bilico tra la nostalgia di un passato sovietico mai sopito e l’affannosa ricerca di una nuova identità. “c’era una statua di Lenin – Ritratto scomposto della Moldavia”, film documentario presentato come progetto a Visioni Incontra 2022, è il diario di un’esperienza di scoperta e disorientamento. Il percorso si snoda attraverso tappe rivelatrici: dalla regione autonoma della Gagauzia, dove le fattorie collettive (kolchoz) sono ancora una realtà viva, a Soroca, nota come la “capitale gipsy” dell’ex-urss, fino al confine con la Transnistria, uno Stato indipendente non riconosciuto che appare come un’enclave ferma nel tempo. Confrontandosi con la complessità di una terra politicamente indecifrabile e sorprendente, “c’era una statua di Lenin” riflette le fratture di un Paese in costante tensione tra nostalgia e reinvenzione. Il rientro in Italia, segnato dal ritrovamento a Cavriago (reggio Emilia) di un busto di Lenin, chiude il cerchio narrativo spostando il fulcro del racconto dalla terra visitata alle persone incontrate

CONCORSO ITALIANO LUNGOMETRAGGI
20/09/2026
L'ESTATE DELL'ORSA MAGGIORE

63 minuti

Regia: Andrea D’Ambrosio
Lingua: Italiano con sott. ing.

Trama: Lo scrittore Giuseppe Festa si addentra nel Parco Nazionale d’abruzzo, Lazio e Molise per ricostruire la storia di Morena, una cucciola di orso marsicano salvata dieci anni prima da un destino di cattività. Guidato dalla biologa Roberta Latini e dai volontari del Parco, lo scrittore ripercorre una sfida senza precedenti: restituire la libertà a una creatura che il mondo voleva rinchiusa. Un percorso che si è infranto tragicamente con la scomparsa dell’orsa. Mentre il passato dell’orsa Morena riemerge attraverso materiali di repertorio, il presente irrompe con l’emergenza di Nina: una nuova cucciola di orso ritrovata in difficoltà. Per il Parco, è l’occasione di mettere in campo tutta l’esperienza acquisita; per lo scrittore, l’inizio di un viaggio inaspettato che lo porta a connettersi profondamente con la natura selvaggia. La voce fuori campo di Sergio Castellitto accompagna il racconto, trasformando la narrazione in una riflessione sul rapporto con la Terra e sulla necessità di ritrovare un equilibrio con il mondo naturale

CONCORSO ITALIANO LUNGOMETRAGGI
25/09/2026
JANE B. PAR AGNÈS VARDA

97 minuti

Genere: Biografico
Regia: Agnès Varda
Lingua: v.o.sott.it.

Trama: Jane b. par Agnès v. è un film del 1988 diretto da Agnès Varda, concepito come un ritratto cinematografico e un "biopic immaginario" dell'attrice e cantante britannica Jane Birkin

Con: J. Birkin, C. Gainsbourg, C. Gainsbourg

28/09/2026
POETI FOLGORATI

90 minuti

Regia: Antonello Taurino
Lingua: Italiano

Trama: Benché sconosciuto ai più, il geniale Luciano Folgore (1888-1966) è considerato dai “neofuturisti” Antonello Taurino e Massimo Colazzo, senza paura di smentite, il più grande poeta italiano Novecento. Folgore inizia del come seguace di Marinetti e del Futurismo, ma sarebbe stato davvero difficile per lui diventare un esponente di quel movimento, visto il suo vero nome all’anagrafe: così tragicamente in opposizione alla poetica del Futurismo, che quando ve lo riveleranno nello spettacolo, non ci crederete… Comprensibile, dunque, la scelta di uno pseudonimo esplosivo e di una carriera votata alla parodia poetica, della quale Folgore diventa subito un insuperato maestro. Nel 1935 pubblica Poeti Controluce, una raccolta di sue liriche scritte nei decenni precedenti, in cui ridicolizza mostri sacri come Pascoli, D’annunzio e Montale, imitandone alla perfezione lo stile e la lingua, ma anche sbertucciandone la poetica. è proprio questa goliardica demolizione della poesia italiana a essere celebrata in questo happening, con due coraggiosi attori ad alternare la lettura sia delle poesie originali, che delle parodie di Folgore, sfidando il pubblico a confrontarle tra risate, imbarazzi e occhi sgranati. e c’è anche un colpo di scena finale: l’irruzione dell’intelligenza Artificiale, sfidata idealmente a fare ciò che Folgore già faceva cent’anni fa. Chi vincerà il duello?

Con: Antonello Taurino, Massimo Colazzo

02/10/2026
LA SOUFRIERE + LA GRANDE ESTASTI DELL'INTAGLIATORE STEINER

75 minuti

Regia: Werner Herzog
Lingua: v.o.sott.it.

Trama: La Soufrière (werner Herzog, Germania, 1977, 30′) a Herzog giunse la notizia che un’isola del pacifico, Guadalupa, stava per essere distrutta dall’eruzione di un vulcano e che un solo uomo si era rifiutato di lasciare la propria casa. Con sprezzo del pericolo, si precipito sul luogo ed effettuo queste riprese. Non ci fu alcuna eruzione e il film diventò la “cronaca di una catastrofe inevitabile che non ha avute luogo”. la grande estasi dell’intagliatore steiner die grosse ekstase des bildschnitzers steiner werner herzog Germania / 1974 / 45' Il salto norvegese si presenta come un’esperienza giocherellona e felice, ma c’è anche tutta un’altra visione del mondo nell’esigua schiera degli uomini volanti. Il film si apre con una serie di salti ripresi a rallentatore e che finiscono in cadute rovinose, commentati dalla musica siderale dei Popol Vuh. Steiner è un uomo solo, un temperamento d’artista che nell’ebbrezza del volo cerca un significato esistenziale. Il momento più alto del film mostra Steiner dopo la caduta in allenamento a Planica. Supera il record del trampolino ma cade, picchia leggermente la testa e perde conoscenza per qualche minuto. Il giorno dopo salterà ancora, vincerà la gara e la paura, avrà il suo momento di gloria, l’ovazione di 50. 000 spettatori, la banda e la medaglia d’oro. Steiner appartiene a quella categoria d’eroi di Herzog, romantici e visionari, che rischiano la vita per un’idea, per un sogno: il sogno del volo umano, il continuo superamento di un limite

02/10/2026
MAGELLAN (MAGALHAES)

163 minuti

Regia: Lav Diaz
Lingua: v.o.sott.it.

Trama: xvi secolo. Magellano, un giovane e ambizioso navigatore portoghese, si ribella al potere del Re, che non sostiene il suo sogno di scoprire il mondo. Riesce a convincere la Corona spagnola a finanziare la sua audace spedizione verso le terre leggendarie dell’oriente. Il viaggio si rivela estenuante oltre ogni aspettativa, con la fame e l’ammutinamento che spingono l’equipaggio al limite delle proprie forze. Una volta raggiunte le isole dell’arcipelago malese, la mente di Magellano cambia. Diventa ossessionato dalla conquista e dalla conversione, scatenando violente rivolte che sfuggono al suo controllo. Questa non è la leggenda di Magellano, ma la verità del suo viaggio

16/10/2026
VISITA MOSTRA LE PRIME STELLE - LE DIVE ITALIANE CHE SEDUSSERO IL CINEMA

60 minuti

Regia:
Lingua: Italiano

Trama: le prime stelle - le dive italiane sedussero il cinema - una mostra di Gianluigi Toccafondo e Cineteca Milano. Ci sono quadri e dipinti, fotografie delle dive del cinema muto, proiezioni di cortometraggi e film nella mostra che è un viaggio nella ricchezza della Settima Arte e che si intitola “le prime stelle, le dive che sedussero il cinema”. La mostra è realizzata dall’artista, pittore, disegnatore e regista Gianluigi Toccafondo insieme a Cineteca Milano e si terrà al mic – Museo Interattivo del Cinema dal 15 ottobre 2026 al 7 marzo 2027. L’esposizione, con i suoi colori, immagini e contenuti, si articola in un percorso che coinvolge tutte le sale e i corridoi del museo dove saranno posizionati quaranta quadri di Gianluigi Toccafondo che riprendono e danno vita alle foto di alcune delle più importanti dive del primo Novecento. Queste foto – che Cineteca Milano conserva nel suo archivio dal 2024 – hanno fatto parte del fondo fotografico di Vico D’incerti, amico e sostenitore della prima Cineteca fondata da Luigi Comencini e Alberto Lattuada nel 1947. Alle foto del fondo D’incerti è dedicata una sala del museo, dove sarà possibile vedere immagini di dive quali Fernanda Fassy (1898 – 1991), Italia Almirante (1890-1941), Josephine Baker (1906-1975), Isa Bluette all’anagrafe Teresa Ferrero (1898-1939), Carmen Boni pseudonimo di Maria Carmela Bonicatti (1901-1963), Lyda Borelli (1887–1959), Rina De Liguoro nata Elena Caterina Catardi (1892–1966), solo per citarne alcune. Gianluigi Toccafondo (san Marino, 1965) è uno degli artisti e animatori più originali e riconoscibili del panorama contemporaneo. è spesso descritto come l’autore della pittura in movimento, per la sua capacità unica di fondere l’arte pittorica con il cinema d’animazione. ​la cifra stilistica di Toccafondo è l’incessante metamorfosi. Le sue figure non sono mai statiche: si allungano, si deformano, si sciolgono e si ricompongono in un flusso visivo continuo e onirico. Raramente parte da un foglio bianco. Spesso utilizza fotocopie di immagini preesistenti, fotografie o fotogrammi cinematografici che poi rielabora con acrilici, matite e gessetti.

26/10/2026
DIVA

90 minuti

Regia: Andrea Ibba Monni
Lingua: Italiano

Trama: Diva è un monologo teatrale comico, ir¬riverente e profondamente umano che prende la forma di uno spettacolo dentro lo spettacolo. Sul palco arriva Greta Sofia, drag queen sarda dalla lingua affilata e dall'immaginazione senza freni, pronta a conquistare il pubblico con la sicurezza di una diva internazionale e la goffa dispe¬razione di chi, nella vita, ha spesso avuto la sensazione di essere fuori posto. Tra stand-up comedy, confessione autobiografica e teatro di narrazione, Greta Sofia trascina gli spettatori in un viaggio attraverso la propria esistenza: un'infanzia vissuta in provincia, il rappor-to complicato con la famiglia, le aspettative sociali, i primi amori, le delusioni sentimentali, la scoperta della propria identità e il difficile tentativo di trovare un posto nel mondo. Ogni episo-dio diventa occasione per ridere delle proprie ferite e trasformare il dolore in racconto. Con un linguaggio diretto, popolare e poetico, Diva affronta temi universali come il bisogno di es¬sere amati, la ricerca di riconoscimento, il corpo, il desiderio, la vergogna e la libertà di essere sé stessi. Attraverso aneddoti esilaranti, provocazioni, invettive e momenti di sorprendente tenerez¬za, lo spettacolo mette in discussione stereotipi di genere, modelli di successo e convenzioni so¬ciali, senza mai rinunciare alla leggerezza e al divertimento. Greta Sofia si muove continuamente tra il personaggio e la persona, tra il trucco e la verità, mo-strando come ogni identità sia una costruzione fragile e meravigliosa. La sua voce diventa quella di chiunque si sia sentito sbagliato, invisibile o inadeguato almeno una volta nella vita. Diva è un inno alla trasformazione, alla resilienza e al potere liberatorio dell'autoironia. Perché quando il mondo ti assegna una parte marginale, l'unica rivoluzione possibile è salire sul palco e diventare protagonista della propria storia.

Con: Greta Sofia Pilloni

23/11/2026
THE COMEDY ANGELS

90 minuti

Regia: Corinna Grandi, Chibo e Francesca Puglisi
Lingua: Italiano

Trama: Gli Angeli: Corinna Grandi, Chibo e Francesca Puglisi si incontrano e lavorano ormai già da anni sui palchi milanesi dello Zelig e dell'après coup ma siccome pensano reciprocamente di essere bravissime hanno deciso di unirsi e, facendosi a vicenda imbarazzanti complimenti, mettersi al servizio della Comicità e del pubblico che vorrà seguirle. Sono "tre ragazze fortissime, tre sorelle furbissime" che "con astuzia e perizia e volendo anche un poco di furbizia" porteranno sul palco la loro poliedricità, aspettatevi di ridere tanto, assai, ma non solo

Con: Corinna Grandi, Chiara Elisa Boi, Francesca Puglisi

25/01/2027
LE PIETRE DELLA LIBERTA'

90 minuti

Regia: Alessandro Milan
Lingua: Italiano

Trama: Tutto inizia con una pietra d'inciampo, incrociata per caso durante una passeggiata vicino casa. Riporta il nome di Angelo Aglieri, impiegato del "corriere della Sera", arrestato nel maggio del 1944 e morto alla vigilia di Natale dello stesso anno. Alla vicenda di Aglieri e di sua moglie Aldina si intreccia la storia di Libero Temolo, operaio alla Pirelli, e di suo figlio Sergio, partigiano a partire dai 12 anni. Aglieri, dopo la decisione di prendere parte alla Resistenza, verrà arrestato per un tradimento inaspettato e finirà nel capo di sterminio di Flossenbuerg mentre Libero Temolo sarà uno dei Quindici martiri di piazzale Loreto, proprio lì dove si concluderà una delle pagine più buie dell’italia. Sullo sfondo di questo racconto c'è Milano durante la Seconda Guerra mondiale, una città devastata dai bombardamenti e sopraffatta dall'occupazione nazifascista. "le pietre della libertà" dipinge un affresco di donne e uomini che, in una città oppressa dalla fame e stritolata dalla guerra, non sono rimasti indifferenti. Hanno deciso di reagire, partecipando alla Resistenza. Hanno deciso di lottare, donandoci il bene più prezioso che abbiamo: la libertà. Accompagnato dalle musiche dal vivo di Raffaele Kohler, Milan tratteggia un mosaico di donne e uomini le cui storie sono scolpite nelle tante pietre d'inciampo che incontriamo quotidianamente durante i nostri percorsi cittadini. Quelle sono le pietre della libertà. E, come diceva Piero Calamandrei, la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando inizia a mancare.

Con: Raffaele Kohler

22/02/2027
L'APPARENZA INGANNA

90 minuti

Regia: Thomas Bernhard
Lingua: Italiano

Trama: Due fratelli, Karl e Robert, si incontrano due volte alla settimana: martedì a casa di Karl, giovedì a casa di Robert. “come odio questi martedì” afferma in uno dei suoi sproloqui Karl “ma ancor di più odio i giovedì”. Ma allo stesso tempo aggiunge “è importante che non rompiamo i rapporti questi martedì sono importanti esattamente come i giovedì. Così ci vediamo regolarmente anche se è scocciante per tutti e due”. Karl è un giocoliere che detiene il record mondiale di piatti fatti roteare contemporaneamente sulle bacchette, Robert un attore “classico” che non distingue una o aperta da una o chiusa e con un piccolo difetto di pronuncia, la zeppola. i due si scontrano in un faccia a faccia senza esclusione di colpi, tra l’ipocondria dell’uno, la megalomania dell’altro e gli intricati legami sottintesi di natura familiare e sessuale. Sul tutto incombe il fantasma di Mathilde, scomparsa da poco, che nel testamento ha lasciato in eredità la casa dei fine settimana non al primo, suo compagno di una vita, ma al secondo, il fratel l a s t r o.

Con: Valerio Bongiorno, Carlo Rossi

08/03/2027
LA VENDETTA DEI BOOMERS

90 minuti

Regia: Claudio Batta, Stefano Chiodaroli, Silvia Beillard
Lingua: Italiano

Trama: Claudio e Stefano si trovano davanti ad una cancellata dorata, presto capiscono essere l'ingresso del Paradiso. Mano a mano che si dipanano ricordi, aneddoti e sketch, ripercorrono i loro piacevoli ricordi di un passato analogico da veri “boomers”, confrontandoli con un presente troppo digitale attraverso oggetti personali sparsi attorno a loro. Una volta realizzato di essere rimasti fuori, i due decidono di scassinare le porte per poter entrare. Dopo innumerevoli tentativi, pressoché tutti ideati da Stefano e malamente messi in atto da Claudio, finalmente riescono nel loro intento. Ma dall’altra parte le cose non sono proprio come se le aspettano

Con: Claudio Batta, Stefano Chiodaroli

19/04/2027
NOME DI BATTAGLIA LIA

90 minuti

Regia: Renato Sarti
Lingua: Italiano

Trama: Molte volte, quando si pensa alla Resistenza, l’immagine più usuale a cui si fa riferimento è quella del partigiano combattente e spesso ci si dimentica delle storie apparentemente periferiche. Ci si dimentica che, al di là dei momenti alti e celebrativi, esiste un mondo fatto di episodi che fanno parte di una quotidianità ai più sconosciuta ma dal significativo. valore estremamente All’interno della grande pagina della Resistenza, il quartiere di Niguarda a Milano, e le donne dei suoi cortili, ebbero un ruolo particolare. Niguarda si liberò il 24 aprile 1945, con un giorno di anticipo su Milano. e fu proprio in quel giorno che si consumò uno degli episodi più tragici della Liberazione della città: colpita al ventre da una raffica di mitra di nazisti sulla via della fuga, moriva – incinta di otto mesi – Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia, una delle figure più importanti del Gruppo di Difesa della Donna. Quest’ultimo vantava a Milano ben quarantamila aderenti, di cui oltre tremila attiviste: assisteva i militari abbandonati da un esercito allo sbando; aiutava economicamente le famiglie in cui il marito, o il padre, era nei lager o in carcere; era parte integrante dei Gruppi Volontari della Libertà e del comitato cittadino del c. l. n. ; organizzava manifestazioni e comizi improvvisati nei mercati rionali o in altre zone della città; forniva staffette in operazioni delicate; stampava “noi Donne”, un foglio clandestino precursore del movimento femminista. Inoltre, sulle spalle delle donne ricadeva gran parte del peso della realtà quotidiana, fatta di bambini e anziani da accudire nel freddo, nella fame e nelle malattie. Un ritratto tragico e insieme vivace della Niguarda resistente, dedicato alle donne e al loro coraggio. Un testo basato su testimonianze dirette del nostro recente passato, che, attraverso la riscrittura drammaturgica, si fa tragedia, dolore antico, arcaico. Emblematiche le ultime parole di Lia prima di morire: «quando nascerà il bambino non ci sarà più il fascismo»

Con: Marta Marangoni, Rossana Mola, Renato Sarti

10/05/2027
121 API OPERAIE

90 minuti

Regia: Alice Agnello
Lingua: Italiano

Trama: 121 api operaie è uno spettacolo che parte da una vicenda autobiografica per trasformarla in un racconto collettivo, divertente e spiazzante. Indaga il rapporto tra una donna e il proprio corpo, intrecciando sessualità, maternità e stereotipi di genere. Donna ha ventisei anni, studia entomologia e da tempo convive con una diagnosi di sterilità che ha plasmato il suo futuro e l’idea che ha di sé. Le ha regalato almeno una cosa: la libertà di vivere il sesso con un pensiero in meno. 121 volte, per la precisione. In scena tre corpi, ma una sola identità: Donna, Cuore e Utero. Tre attrici in funzione di un unico corpo. L’universo visivo richiama il fumetto e l’animazione, un mondo pop, ironico e deformato. Le api entrano nella narrazione attraverso la tesi di Donna, diventano specchio del suo mondo interiore. Al centro c’è l’ape regina, simbolo della fertilità e sua nemesi biologica. L'ironia e il black humor non sono una scelta stilistica ma uno strumento politico: sottraggono temi come sterilità e rifiuto della maternità a una narrazione esclusivamente drammatica. Donna vive le sue relazioni e il sesso in modo scanzonato, costruendo con il pubblico una relazione immediata e complice. Quello che non sa è che Cuore e Utero, fedeli alla loro natura più profonda, stanno già tirando in direzioni diverse. Finché non arriva qualcosa che nessuna può ignorare. 121 api operaie è uno spettacolo teatrale e musicale che unisce stand-up comedy, slam poetry, concerto live e poesia performativa. Un viaggio dentro il corpo femminile che non cerca risposte definitive, ma apre nuove possibilità di immaginarsi.

Con: Alice Agnello, Teresa Bisoni, Susanna Re

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